sabato 8 marzo 2014

Diabete Mellito

Quando lo zucchero diventa “cattivo”.
Gli zuccheri complessi che introduciamo nel nostro organismo (fruttosio, saccarosio, amido, ecc...), durante la digestione vengono scomposti in glucosio, lo zucchero semplice che le nostre cellule utilizzano per  regolare il metabolismo e produrre energia.  Il glucosio si sposta nell'organismo attraverso il sangue e viene trasferito dal sangue alle cellule grazie ad un ormone chiamato insulina, prodotta da una grossa ghiandola addominale chiamata pancreas. Se il pancreas non produce abbastanza insulina per rispondere alla quantità di zuccheri presenti nel sangue, oppure se ha problemi a produrre insulina, il glucosio non viene utilizzato, provocando l'aumento del suo livello nel sangue (livello di glicemia). Si definisce “diabete mellito” o più semplicemente “diabete”, l'insieme di tutte le malattie e condizioni che, non trattate, portano a un eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia). Il diabete viene classificato in diabete di tipo 2 e diabete di tipo 1.
Diabete di tipo 2
Conosciuto anche come “diabete dell'anziano” o “diabete alimentare”, è la forma più  frequente di diabete, si manifesta in genere dopo i 40 anni, soprattutto in persone obese o forti mangiatori. La sua evoluzione è lenta e priva di sintomi, con l'organismo che perde progressivamente la capacità di controllare l'equilibrio della sua glicemia. La crescita del benessere e lo stile di vita nei Paesi industrializzati hanno contribuito all'aumento dell'incidenza del diabete, tanto che questa malattia è considerata tra le patologie croniche e metaboliche più frequenti. Nel 1985 i malati di diabete nel mondo erano 30 milioni, oggi sono 350 milioni, con le stime in crescita esponenziale. Il diabete mellito di tipo 2 ha una sintomatologia molto sfumata e la diagnosi è spesso casuale, in seguito ad esami del sangue di controllo. Questi soggetti possono regolare la loro glicemia con uno stile di vita adeguato (dieta, esercizio fisico) e assumendo farmaci detti ipoglicemizzanti orali. Non è diabete, ma si è comunque a rischio (e quindi bisogna modificare lo stile di vita e ripetere più spesso l’esame), se i valori a digiuno sono compresi tra 110 e 126 mg/dl o tra 140 e 199 mg/dl post-prandiali.
Diabete di tipo 1
Insorge a causa di una reazione autoimmunitaria che distrugge le “cellule beta” del pancreas (isole di Langerhans), che producono l'insulina. Essendo l'insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona con diabete di tipo 1 è costretta ad assumerla dall'esterno, tramite iniezioni ipodermiche. Spesso insorge in età pediatrica e si manifesta in maniera brusca, con un rapido dimagrimento, emissione di grandi quantità di urina, sete intensa e diminuzione della forza muscolare. A questi sintomi possono associarsi infezioni delle vie urinarie e dei genitali. Per fronteggiare la mancanza di glucosio, l’organismo può ricorrere agli acidi grassi, sprigionando però sostanze dannose, dette corpi chetonici. Questi soggetti devono controllare costantemente il livello di glicemia  tramite una apposita macchinetta (glucometro) e prelevando una piccola goccia di sangue attraverso una penna pungi-dito, in modo da potersi iniettare la giusta quantità di insulina in base al valore ottenuto.

Complicanze del diabete
Una quantità eccessiva di glucosio nel sangue provoca danni ai vasi sanguigni (arterie e vene), che tendono a deteriorarsi. I danni saranno sia a carico di grossi vasi (macroangiopatia), sia di piccoli vasi (microangiopatia), come quelli che irrorano la retina dell'occhio e i reni. La possibilità di danni cardiovascolari in un diabetico sono da due a quattro volte superiori rispetto ad una persona normale, con forte rischio di ictus e infarto. L'angiopatia impedisce anche alle ferite di rimarginarsi, con la formazione di ulcere diabetiche, a carico soprattutto degli arti inferiori. La microangiopatia a carico della retina può portare a diminuzione del visus fino alla cecità, mentre quella a carico dei reni a nefropatia e conseguente insufficienza renale. Come possiamo vedere, sono complicanze molto serie. Ed è per questo che è di fondamentale importanza curare lo stile di vita ed assumere i farmaci ipoglicemizzanti, prescritti dal medico diabetologo, il più presto possibile nel corso della malattia diabetica, perché solo con l’ottimizzazione precoce dei valori dei diversi fattori di rischio si evita (o perlomeno si ritarda) l'insorgenza delle complicanze. E' bene effettuare una visita di controllo dal diabetologo ogni tre mesi e  almeno una volta l’anno fare le analisi del sangue per controllare il colesterolo totale e HDL, i trigliceridi, la microalbuminuria e la funzionalità renale, fare un elettrocardiogramma, sottoporsi ad una visita oculistica.

Aiutarsi con i prodotti Forever Living
La Forever Living offre un programma di supporto per questa problematica, consigliabile anche a chi è già sotto controllo medico:
Nel diabete di tipo 1, l’azione dell'Aloe Vera Gel è di valido supporto come disintossicante e come integratore alimentare, in particolare associato a Vitamina C e probiotici. In alcuni casi si è potuto osservare un leggero incremento di insulina endogena dopo lunghi periodi di trattamento (almeno 6-8 mesi continuativi). Chiedi al tuo incaricato Forever Living maggiori dettagli sui prodotti da utilizzare, le quantità da assumere e i tempi minimi necessari.




Nessun commento:

Posta un commento