venerdì 6 giugno 2014

Ipertensione arteriosa

Il male subdolo della pressione alta.
Quando il cuore si contrae e pompa sangue nelle arterie, queste si dilatano a causa della pressione che il sangue esercita sulle pareti delle arterie stesse, ciò determina la “pressione sanguigna”. Per ipertensione arteriosa si intende una pressione, all'interno dei vasi sanguigni, al di fuori dei valori considerati normali. Si parla di ipertensione quando la pressione supera 140 mmHg (mmHg= millimetri di mercurio) come pressione massima e 90 mmHg come pressione minima. La pressione massima è quella che esercita il sangue sulle pareti dell'arteria quando viene pompato dal cuore, mentre la pressione minima è quella che il sangue esercita sulle pareti arteriose a riposo, cioè quando il cuore si dilata prima del battito successivo.  L’ipertensione arteriosa è una malattia subdola perché asintomatica, ossia nella maggior parte dei casi non dà sintomi chiari e colpisce una grossa fetta della popolazione (in numerosi Paesi occidentali si stima che in media il 30% della popolazione ne sia affetta). Fra le cause dell’ipertensione ci possono essere fattori genetici (ereditarietà),  ma più spesso fattori metabolici e nutrizionali (obesità, colesterolo alto, uso eccessivo di sale in cucina) e comportamentali (fumo, caffè, sedentarietà, stress). Una pressione elevata ha come primo effetto quello di costringere il cuore, che ha la funzione di pompare sangue in tutto il corpo, a un sovraccarico di lavoro che, costante nel tempo, può provocare un’insufficienza ventricolare associata a un disturbo coronarico. Ma i problemi si estendono a tutto l’organismo: l'eccessiva pressione sanguigna sulle pareti delle arterie può portare alla rottura di queste ultime con conseguenti malattie ischemiche ed emorragiche (infarto, ictus) e disturbi a livello oculare (retinopatie), insufficienza renale, disfunzioni erettili. La medicina ha identificato tre livelli di pressione normale e tre gradi di ipertensione:

Pressione normale:
ottimale (<120/80 mmHg),
normale (<130/85 mmHg)
normale-alta (tra 130/85 e 140/90 mmHg).

Gradi dell’ipertensione:
I o lieve (da 140/90 a 159/99 mmHg);
II o moderata (da 160/100 a 179/109 mmHg);
III o severa (oltre i 180/110 mmHg).

Il trattamento dell’ipertensione, prima di passare al farmaco, consiste in primo luogo nel cambiare lo stile di vita: attenzione nella dieta, scendere di peso, esercizio fisico e la riduzione del consumo di caffè e sigarette. Questi comportamenti possono normalizzare la pressione nei soggetti lievemente ipertesi e migliorare il controllo pressorio negli individui con ipertensione severa, consentendo di ridurre l'assunzione di farmaci. Importante la quantità di sale nella dieta: il sodio è infatti un importante regolatore della pressione arteriosa, capace di interagire con il sistema nervoso, nei meccanismi ormonali e nella circolazione. Bisognerebbe ridurre il consumo di sale a 4 grammi al giorno. Tuttavia, ancor più che seguire una dieta iposodica (cioè senza sale), è consigliabile tener presenti le quantità di sale dei singoli alimenti ed evitare prodotti particolarmente saporiti come formaggi e insaccati.

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